Condominio: problemi di infiltrazioni dopo lavori condominiali

Condominio: infiltrazioni dopo l’esecuzione d’importanti lavori.

Chi paga i danni dei condomini e del condominio?

Appalto. Responsabilità dell’appaltatore, del progettista e del direttore lavori. E il commitente?

Bologna, l’avvocato commenta:

Sentenza n. 336/2016 Tribunale di Bologna

Il caso

Bologna, marzo 2010, un condomino nota alcune infiltrazioni interessanti due autorimesse di sua proprietà. Presenta quindi un procedimento di Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) nei confronti del condominio. All’esito di tale procedimento il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal giudice (CTU) constata che le autorimesse in questione presentano “evidenti tracce di infiltrazioni di acqua che hanno ammalorato l’imbiancatura dei soffitti e delle pareti” e che “il pavimento ha marcate lesioni con rigonfiamento dello stesso”. Il tutto, secondo il consulente del giudice, è causato “dalla cattiva esecuzione dell’impermeabilizzazione sovrastante il solaio di copertura e dal difficoltoso smaltimento delle acque attraverso il tubo in pvc del diametro di 30 mm”. Il condomino, senza dover ricorrere ad ulteriori azioni giudiziarie ottiene dal Condominio il risarcimento dei propri danni. Il Condominio, giacché da poco erano terminati importanti lavori d’impermeabilizzazione del solaio sovrastante le autorimesse, decide di citare in giudizio l’impresa che si era aggiudicata l’appalto per richiedere il risarcimento del danno per l’erronea esecuzione dell’opera commissionata, forte anche della perizia resa nel giudizio contro il condomino. Il condominio cita in giudizio, unitamente all’impresa esecutrice dei lavori, il progettista ed il direttore lavori.

La decisione

Nel giudizio così radicato si costituivano tempestivamente il progettista ed il direttore lavori respingendo ogni addebito e proponendo domanda di manleva nei confronti dell’appaltatore che si costituiva tardivamente, solo in prima udienza, eccependo la prescrizione della domanda principale. Il Giudice, dopo aver acquisito il fascicolo dell’ATP, ha ritenuto la causa matura per la decisione. Dopo lo scambio delle memorie di cui all’art. 190 c.p.c. il Giudice decideva la causa a favore del Condominio attore. Dichiarava anzitutto tardiva l’eccezione di prescrizione avanzata dall’appaltatore in quanto, trattandosi di eccezione non rilevabile d’ufficio, avrebbe dovuto essere proposta tempestivamente con la costituzione venti giorni prima della prima udienza. Ad abbundantiam il Giudice affermava, inoltre, che l’eccezione era comunque infondata poiché il Condominio aveva avuto conoscenza dei vizi occulti dell’opera solo all’esito dell’ATP. Veniva condannato l’appaltatore il progettista ed il direttore dei lavori. Questi ultimi vedevano, inoltre, accolta la loro domanda di manleva nei confronti dell’appaltatore in quanto il CTU aveva evidenziato gravi errori nell’esecuzione dei lavori e, pertanto, imputabili all’appaltatore.

Il commento

Il Tribunale di Bologna, superata l’eccezione di prescrizione della domanda, ha ritenuto sussistere la responsabilità dei tre convenuti, appaltatore, progettista e direttore dei lavori. Considerata la tipologia dei vizi rilevati dal Consulente Tecnico d’Ufficio, errori nell’esecuzione dell’opera, ha accolto la domanda di manleva avanzata dal progettista e dal direttore dei lavori nei confronti dell’appaltatore. L’appalto è, a norma dell’art. 1655 c.c., “è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro”. Per dottrina e giurisprudenza costante l’appaltatore si impegna ad un facere, e cioè a fornire un determinato risultato che può consistere in un’opera od in un servizio. Per raggiungere tale fine egli è dominus nell’organizzare e nel regolare lo svolgimento del lavoro, predisponendo ed apprestando i mezzi necessari e curandone le modalità di svolgimento, il che esclude ogni ipotesi di applicazione dell’art. 2049 nei rapporti con il committente il quale non risponde neppure quale custode, in quanto con l’appalto la custodia si trasferisce in capo all’appaltatore. L’appaltatore è autonomo nella realizzazione dell’opera e questa autonomia fa insorgere in capo allo stesso la responsabilità per i vizi dell’opera. L’autonomia, inoltre, impone all’appaltatore di attenersi comunque alle regole dell’arte anche quando è il committente a richiedere determinati lavori o variazioni Ne consegue che l’appaltatore è tenuto a segnalare al committente la contrarietà alle regole dell’arte delle prescrizioni impartitegli e a denunciare tempestivamente gli errori del progetto di cui egli si sia avveduto. Egli è responsabile anche per gli errori vh non ha visto, ma dei quali egli avrebbe dovuto avvedersi con la normale diligenza nei limiti delle sue cognizioni tecniche. La responsabilità va, invece, ascritta al committente quando questi si ingerisca nell’organizzazione del lavoro, impartendo le direttive di esecuzione, tanto da ridurre l’appaltatore a semplice nudus minister. E’ altresì responsabile il committente quando, pur avvisato dall’appaltatore di imperfezioni progettuali, decida ed ordini proseguire ugualmente.

La corresponsabilità del committente è stata riconosciuta anche nel caso di culpa in eligendo, quando cioè l’opera sia stata affidata a chi palesemente difettava delle capacità e dei mezzi tecnici necessari. L’eventuale presenza di un direttore dei lavori non esclude, né limita, l’autonomia dell’appaltatore. Egli solitamente è nominato dal committente del quale assume la rappresentanza tecnica. A differenza dell’appaltatore l’obbligazione del direttore lavori è di mezzi, e non di risultato e va valutata tenendo presente egli deve adempiere, considerate le sue conoscenze tecniche,non solo con la normale diligenza, ma alla stregua della diligentia quam in concreto poiché egli tenuto ad individuare e correggere eventuali carenze progettuali o di esecuzione che possano impedire il buon esito dell’opera. Egli ha il dovere di vigilare affinché l’opera sia eseguita in maniera conforme al progetto, al capitolato e alle regole della buona tecnica. Da ciò non deriva, tuttavia, in capo al direttore lavori una corresponsabilità con l’appaltatore per i difetti dell’opera derivanti da vizi progettuali. Quando il danno risentito dal committente consegua alle condotte concorrenti dell’appaltatore, anche eventualmente progettista, e del direttore dei lavori, questi sono responsabili in solido nei suoi confronti, nonostante la diversità dei titoli in base ai quali rispondono. La giurisprudenza ha ricondotto la responsabilità di tutte le figure elencate (appaltatore, direttore lavori e progettista) allo schema dell’art. 1669 c.c. “Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia. Tale articolo configura un’ipotesi di responsabilità extracontrattuale. Alla luce di quanto sopra appare corretta la decisione in esame in cui il Tribunale di Bologna, nell’azione promossa dal Condominio, ha giudicato responsabili l’appaltatore, il direttore lavori e il progettista, cioè tutte le figure professionali coinvolte. La responsabilità del progettista e del direttore lavori è solidali tra loro e con l’appaltatore, con la conseguenza che a tutte le figure si estende la presunzione di responsabilità che l’art. 1669 c.c. pone esplicitamente solo a carico dell’appaltatore. Tale presunzione agisce nei confronti del committente o dei terzi ma non dei rapporti interni ove, come giustamente rilevato nella pronuncia in esame, le responsabilità potranno essere graduate a seconda dell’apporto causale di ciascun soggetto. Il Tribunale di Bologna, infatti, dichiara fondata la domanda di manleva svolta dal direttore dei lavori e dal progettista nei confronti dell’appaltatore atteso gli evidenti errori nell’esecuzione dei lavori che devono essere a lui ascritti, mentre le altre figure sono responsabili solo di omesso controllo.

Avvocato Filippo Mazzucato

Studio Legale Mazzucato Matassa & Tonioni

Associazione professionale fra avvocati Bologna

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